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venerdì 26 settembre 2008

Non rompetemi più i c@##%$@i!!!


Ho passato quasi tutta la notte scorsa a piangere. Ne ho di nuovo le palle piene. Perchè non vengo lasciata in pace? Perchè non riesco a venirne fuori? Sono stanca. Come penso di essere riuscita, ricado e ricado o meglio ci ricasco. Mi ha telefonato la Manu. Se non era per mia madre non le rispondevo. Milena ha telefonato per sapere se ci potevamo vedere. Luciu e Barbara vogliono venire qua per vedere Marco. Ed io piango perchè non posso dire a nessuno che mi passa per la testa, che cosa mi sta succedendo, che cosa mi fa stare così male, mi vergogno di parlarne anche in analisi. Non posso dire nulla di ciò che mi passa per la testa, farei star male troppe persone. Non ho voglia di vedere nessuno , di sentire nessuno. Che palle indossare sempre la maschera del buon umore. Vorrei starmene nel mio pozzo freddo vuoto e da sola: possibile che tutti questi rompicoglioni non lo capiscano? Forse perchè poi rispondo al telefono e vedo le persone che me lo chiedono. Non è nel mio carattere. E così poi sto male. Persone che si re-intrufolano nella tua vita nel momento sbagliato, quando tu sei più vulnerabile e ne approfittano. Persone di merda. Persone che mi fanno schifo. Meno male che poi giovedì notte è arrivata Serena. Lei sa cosa mi fa stare così male, lei sa come tirarmi su e soprattutto, lei NON MI GIUDICA, e non è cosa da poco. Peccato abiti così lontano da me.
Probabilmente non si è capito un cazzo. Poco importa.


3 commenti:

Giovanni Bernardi ha detto...

Perdona l'intrusione, Elena. Sono arrivato nella tua 'stanza' dopo avere scoperto quella di Marmott79 (Illuminazioni) e avere fatto lì qualche intervento.

Quando mi capita di passare per un blog, di solito leggo qualcosa e poi me ne vado. Qui tu mi hai fermato. Accidenti che intensità di pensiero! Lascia che mi soffermi su alcune tue frasi e faccia dei commenti.

Non posso dire nulla di ciò che mi passa per la testa, farei star male troppe persone.
E' un pensiero nobile il tuo: per non far stare male altre persone, ti tieni tutto dentro. Accade anche a me. Accade a noi ciclotimici, di solito persone di buon umore, ma che quando sono tristi si chiudono in loro stesse. Forse siamo in errore. E l'errore è dovuto alla nostra natura: non concepiamo il male e non desideriamo farlo. Ma se questa è la nostra natura, dobbiamo semplicemente prenderne atto e continuare così.

..mi vergogno di parlarne anche in analisi.
Questo è grave, perché se conosci la natura del tuo malessere, è proprio con l'analista che dovresti parlarne. Se non ci riesci, c'è qualcosa che non va fra te e lui/lei. Io, quando mi sono accorto che stavo facendo 'chiacchiere a pagamento', ho cambiato analista. Ora va bene. Ho imparato il training autogeno (autoipnosi), siamo passati al livello superiore (percorso autogeno immaginativo) e ora ci stiamo dedicando a dei bellissimi esercizi di autoipnosi regressiva. Sono venute fuori delle cose veramente belle. Ma attenzione: è possibile che quello che tu consideri l'origine del tuo malessere in realtà non lo sia. E allora bisogna scavare.

Che palle indossare sempre la maschera del buon umore.
La maschera del buonumore è quella che io faccio gestire dal primo cervello. Però, con l'andare del tempo ho dovuto dare spazio anche ad altri cervelli. E così si sono manifestati: il secondo (razionale); il terzo (della fantasia); il quarto (delle stronzate); e infine il più importante, il quinto (della follia). Ora la mia vita consiste nel tenere in equilibrio tutti e cinque. Non si può vivere sempre con la maschera del buonumore: concordo con te. E allora ogni tanto bisogna dare spazio alla ragione (che mette un po' di ordine), alla fantasia (amore, arte, poesia), alle stronzate (dette con amici per liberare la pentola a pressione del vapore in eccesso), e infine di tanto in tanto qualche follia bisogna farla. Quale? Non sarò certo io a dirlo: lo sai tu cosa per te è follia.

lei NON MI GIUDICA
Non c'è niente di peggio del sentirsi giudicati, almeno per animi sensibili come il tuo. Io ho eliminato dalla mia vita il verbo 'giudicare' e tutti i suoi derivati. Non ho facoltà di giudicare gli altri e non concedo questa facoltà ad alcuno. Il giudice, il prete e il comandante militare hanno questa facoltà, ma la esercitano nei limiti delle loro competenze. Quando ho sentore che qualcuno prova a giudicarmi, gli sputo in faccia parole feroci. E se si offende, peggio per lui. Sapessi quanti amici ho perso per questo motivo...

La vita è una cosa meravigliosa
Lo hai scritto, quindi lo sai perfettamente: è questa la chiave che aprirà la porta. Tu ce l'hai. E arriverà anche il giorno in cui la inserirai nella toppa, la farai girare nel verso giusto, impugnerai la maniglia e aprirai la porta.

paesebalocchi ha detto...

ti sono vicina!ti mando un grosso abbraccio...fidati da una che ci è dentro da anni e anni...anche se il mio pozzo nero è per altre motivizioni.

Dama Arwen ha detto...

Mi dispiace sentirti così... anche se traspare dal tuo blgo anche quando no nscrivi post come questi.

Io non ti giudicherei mai.
Solo chi non ha mai vissuto e non ha mai commesso errori, o non ha mai provato a mettersi nei panni altrui giudica.
E io l'anno scorso ho fatto un sacco di cose che la maggior parte della gente perbenista iudicherebbe e additerebbe e sono invece andata in giro a raccontarle con orgoglio. I veri amici non mi hanno voltato le spalle. Ti abbraccio.